TEATRO BUFFO

Intervista a Teatro Buffo

Dimensioni che si confrontano

VERITA’ ISTINTIVA, REALTA’ E FINZIONE

di Valentina Venturini*

Assistendo ad una delle sedute di lavoro di Teatro Buffo, tornano alle mente le affermazioni di Goffredo Fofi a proposito del teatro in carcere che, a suo dire, “prende di più” perché quegli attori hanno una verità che gli altri non hanno. Questa affermazione la ritrovo qua, tra attori disabili e attori professionisti, alcuni dei quali abitano la scena con la coscienza di stare dentro una prova; altri, invece, sono là, anima e corpo, in tutta la loro verità. È quella, in quel momento, la loro realtà, anche se il regista gli ha detto ciò che devono fare, riprendere da quel punto, lavorare con il compagno o con un oggetto…

Davide Marzattinocci (regista e attore): Abbiamo scelto di creare un gruppo di lavoro formato da attori disabili e attori professionisti non per “fare teatro con i disabili”, ma, più semplicemente, “fare teatro”, senza distinzioni. Certo loro hanno una verità che l’attore, i registi e la pedagogia teatrale sta ancora cercando: quel momento unico in cui si è consapevoli di essere in una condizione altra. Lavorare con persone di questo tipo è un gran privilegio perché si parte da uno “stato di grazia”, ma, al contempo, è anche molto difficile sia perché molti di loro possiedono questo stato inconsapevolmente, sia perché si tratta di un livello difficilissimo da gestire, anche quando ne sono consapevoli. Faccio teatro anche per questo, per provare a creare una struttura che viva della loro verità senza tradirla.

Cos’è per voi il teatro?

Marzattinocci. È una scelta che nasce dalla mia formazione ma anche dall’esperienza della vita: se dovessi indicare i miei maestri, parlerei delle persone che ho incontrato e con le quali lavoro, in particolar modo quelle con l’inabilità, perché sono state e sono grandi maestri; maestra è anche la sofferenza, credo che tutto nasca dal desiderio di raggiungere qualcosa che non c’è stato e che si sfiora nella forma scenica. Nella sua leggerezza è insito questo elemento di gioco che spesso, però, nasconde la difficoltà di contatto come violenza più o meno implicita.

Simone Di Pascasio (attore). Nella vita mi piace star comodo. Il Teatro Buffo è l’unico posto in cui non stai e non devi star comodo. Devi stare sempre sveglio. È un luogo difficile che mi attrae è al contempo mi spaventa; ma è proprio questo conflitto che genera la vita che per noi abita la scena. Questo teatro non vuole distrarci o intrattenerci, ma darci fastidio, farci sentire che va contro la nostra natura. E così ci fa sentire vivi. È un teatro che ti dà la possibilità di capire quando non sei vero in scena. Quello che accade in quel momento è frutto di un equilibrio nel quale devi ascoltare e farti ascoltare dall’altro, porti e sei portato; quando non sei vero te ne accorgi e stai male perché senti che quello che fai, che dici e come lo dici è in dissintonia con i tuoi compagni e con te stesso. È faticosissimo. Il concetto è questo: stare lì, essere sinceri e crearsi continuamente un pungolo. È un luogo fortunato.

Giusi Nazzarro (attrice). Tra le tante esperienze fatte, lavorare qui mi provoca ogni volta una crisi e quindi mi fa star bene. Non parlo di teatro e disabilità, ma di questo modo di fare teatro. Il fatto poi di lavorare con i disabili aumenta la difficoltà perché stando accanto a loro, in scena, ti senti finto, e devi sempre cercare il modo di essere il più vero possibile; se lo cerchi, però, non lo sei.

Lo scontro tra “verità innata”, o “istintiva”, e “verità costruita” genera una frizione.

Marzattinocci. Cerco proprio questa frizione perché crea un contatto reale tra le persone, a prescindere dalle loro abilità o disabilità. L’incontro, inteso come scambio di differenze, è il centro del nostro lavoro. Ci sono uomini e donne che si incontrano, spesso sono fuori dal tempo, dal luogo. Anche la costrizione di non avere scenografie, piani inclinati, tubi in ferro e simili costringe a partire dal corpo. E qui l’incontro di differenze è inevitabile. Le differenze ci sono, ma non sono quelle della normalità, sono quelle che nascono quando un corpo entra in un campo di forze, luogo in cui le differenze creano un potenziale di energia.

Quanto è importante il gruppo?

Marzattinocci. Molto, perché nel nostro processo di creazione artistica sono fondamentali il contatto e la conoscenza. Non credo in un teatro che dopo qualche incontro laboratoriale tira fuori uno spettacolo, un teatro in cui gli elementi cambiano con gli spettacoli. Teatro Buffo, che all’inizio non si chiamava così, nasce nel 2007 come un classico “laboratorio”, basato sull’incontro settimanale e sullo spettacolo finale, e non aveva altri obiettivi. Con il passar del tempo ci siamo resi conto che potevamo fare altro, orientare il lavoro come una compagnia. Il fatto di avere in organico anche attori disabili comporta dei problemi, non solo di carattere pratico. Primo fra tutti quello di fare in modo che il nostro lavoro venga valutato non perché ci sono persone con disabilità – e questo, purtroppo, ancora accade –, ma per la sua effettiva qualità.

Come nascono i vostri spettacoli?

Marzattinocci. È un rimbalzo tra gli attori e il regista. Solitamente partiamo da un tema. A guidare è il corpo. Avvantaggia il fatto che ci conosciamo, so che il lavoro di ognuno può essere rappresentativo di un tema specifico, come so che alcuni sono particolarmente sensibili a determinati temi, e così li propongo per far nascere, da questi, delle scene; alcune di quelle scene, a loro volta, risulteranno efficaci rispetto al tema dello spettacolo e verranno inserite nella partitura scenica anche se in realtà l’attore che le ha create stava anche facendo “quello che sono”, ma non è detto che da “quello che è” lui poi non arrivi a comprendere (anche se in modo non razionale) che c’è un legame tra il tema e quello che fa. È un traguardo alto che crea unità: siamo qui e siamo consapevoli di quello che stiamo facendo. La mia ricerca, attraverso il nostro lavoro, è volta a sperimentare se siamo in grado di far sì che anche senza dircelo riusciamo a riconoscere (magari in modo irrazionale) il senso di quello che stiamo facendo. Quando non sono razionali né verbali, quali sono i canali di comprensione di una persona con disabilità? Quali usare perché qualcosa ritorni? Questo è il potere dell’arte.

Perchè qualcosa ritorni.

Marzattinocci. Lo spettacolo deve essere un’unità in cui, anche se a diversi livelli, tutti sono consapevoli di ciò che fanno. Forse per qualcuno di loro è sufficiente che ci sia l’essenza del teatro: tu fai qualcosa e noi ti guardiamo; c’è un confine. A volte per alcuni è difficile stabilire il confine, sta allora a me capire quale sia. Se riesco a stabilire un confine di ritorno l’attore capisce non che “sta facendo teatro”, ma è in uno spazio altro, diverso. Come andare a messa e pregare: ognuno prega a modo suo, ma quello è il prete, questa la chiesa, questo il sacramento e questo il rito, non posso fare un’altra cosa, perché sono lì. Devo allora trovare il modo affinché chi non riesce a comprendere razionalmente che sta facendo teatro possa comunque provare una sensazione globale; capire che sta facendo una cosa diversa dal quotidiano della sua vita.

Qualche volta, da spettatori, ci si scontra con una sensazione di disagio; vieni, guardi e sei interessato ad osservare la differenza, e questo genera, immediatamente, un senso di colpa. A volte, però, ci si accorge che alcuni artisti lavorano proprio su questo interesse.

Marzattinocci. Esiste, purtroppo, questa forma di inganno che è anche verso il disabile che viene acclamato, ma in quanto disabile, e ci crede. Questa è la cosa più grave. E il pubblico, che prova questo disagio, riesce ad accettarlo, senza trasformarlo. È una sofferenza immane. Ma io devo far soffrire per ciò che accade artisticamente in scena, non perché sto mostrando l’animale. E questo è molto difficile. Come ti poni nei confronti del pubblico? Cosa vorresti arrivasse? Marzattinocci. È un tema molto delicato. Ci sono diversi livelli. Il pubblico non è abituato a considerare il disabile in scena come un attore professionista. E questo per un pregiudizio innato, che appartiene a tutti. È lo stesso timore a cui, secondo Baudrillard, sfuggiamo attraverso la fantascienza e l’automa la cui “presenza” ci consente di marcare una distanza: accettiamo l’automa perché sappiamo che non si umanizza, perché se lo facesse vedremmo noi allo specchio e sarebbe la fine, cadremmo nell’oblio. Con la disabilità è lo stesso: non possiamo pensare che un disabile faccia teatro come gli altri, perché altrimenti dovremmo riconoscere che la nostra normalità, in qualche maniera, è annullata: sono come noi? e noi chi siamo? La tendenza è generale: no, a un certo punto basta, c’è un punto oltre il quale ti fanno capire che è meglio non andare, che ti devi fermare. E spesso questo lo fa anche chi lavora, a livello artistico, con la disabilità.

Cosa vorresti dare al tuo pubblico e ai tuoi attori?

Marzattinocci. Il rito, e non perché lavoro con la disabilità. Vorrei che tutti si stesse nel qui e ora di quel momento. Che si creasse una comunità.

*Docente di Culture teatrali comparate e di problemi di storiografia dello spettacolo all’Università di Roma Tre.

Teatro Buffo, progetto di teatro integrato ideato da Suzana Zlatkovic, coinvolge le case famiglia Casablu e Casa Salvatore, attraverso la partecipazione di cinque abitanti delle case, due operatori e tre attori volontari. Il gruppo, diretto dal regista Davide Marzattinocci, è formato da Emilia Balbo, Roberto Cortellesi, Simone Di Pascasio, Elio Meloni, Patrizia Milanese, Giusi Nazzarro, Giuseppe Vomero. In repertorio La Festa, secondo capitolo di una trilogia iniziata con L’Attesa, cui seguirà L’Assenza.

Abstract

INSTINCTIVE TRUTH, REALITY, FICTION Valentina Venturini, scholar at Roma Tre University, interviews the director Davide Marzattinocci and actors Simone di Pascasio and Giusi Nazzarro of the Teatro Buffo Company, involved in an in- tegrate theatre project including not disabled and disabled actors together. The objective is to understand the dynamics submitted to scenic creation work of the actor in the relationship with the director, his or her partner, the performance object and the relation with the audience.

(Articolo da “Catarsi-Teatri delle diversità”, Anno XiX, numero 66/67, Agosto 2014).

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Teatro Buffo al Festival Anticorpi 4.0 con “L’Assenza”: 3 ottobre ore 21.

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Teatro Buffo al Festival Fuori Posto con “BuffoCirco”

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L’Assenza (La ausencia)/Teatro Buffo (Italia)

Dirección  Davide Marzattinocci

28 de junio de 2014-Teatro Valle-Inclán, Madrid-Horario: 20:30 h

Reparto (por orden alfabético): Emilia Balbo, Roberto Cortellesi, Davide Marzattinocci, Elio Meloni, Patrizia Milanese, Giusi Nazzarro, Simone Di Pascasio, Giuseppe Vomero.

mirada

L’Assenza (La ausencia) de Teatro Buffo-Cooperativa sociale Spes Contra
Spem di Roma, espectáculo dirigido por Davide Marzattinocci, es el último
título de una trilogía cuyos dos capítulos anteriores fueron L’attesa (La espera) y
La festa (La fiesta). «Buscamos ese momento de gracia tan esperada, nunca
obvia, ese auténtico parto creativo construido sin superestructuras, sin
decorados, sin guión, sólo los impulsos teatrales mínimos. Esta investigación
nace del gesto: cansado, retorcido, distorsionado, a veces obsesivo, a veces
bloqueado, profundamente imperfecto. Un gesto que crea una
suspensión/interrupción de la secuencia rítmica normal y una perspectiva
estética diferente».

http://cdn.mcu.es/espectaculo/una-mirada-diferente/

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la festa-ravello

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

maggio 10, 2014 | by Emilia Filocamo
La Festa del Teatro Buffo, un regalo per l’anima .

Ore 22,30. Sono appena rientrata da “La Festa”: libero i piedi dal carcere delle décolleté con i tacchi aguzzi, sciolgo i capelli. Mi controllo, magari ho ancora qualche coriandolo appiccicato alle suole o ai gomiti, una reliquia mosaico della serata. Ma se lo trovassi, non andrebbe gettato via, piuttosto messo fra le pieghe di un libro come si faceva alle elementari con i fiori e le foglie per essiccarli.
Belle le scuole elementari! A pensarci bene a “La Festa” c’erano tanti bambini. Lo eravamo un po’ tutti stasera, i grandi, quelli che ci controllavano e tenevano per mano perché non facessimo danni con il nostro disincantato gioco del quotidiano, erano tutti dalla parte opposta e non si sono quasi mai seduti, anzi ci hanno fatto scattare in piedi come soldatini. Mi sfilo la giacca, si impiglia, ma lo scoglio di tale frenata, frizione fra stoffa e pelle è solo la punta acuminata di uno dei miei bracciali.
Un impedimento voluto e vezzoso. Vomero, Giuseppe Vomero, non so perchè ma il suo cognome mi balza in mente come il dorso del Vesuvio, si uno dei festeggiati, aveva più eleganza di me nello sfilarsi la giacca. Con quei suoi movimenti dinoccolati e perfetti, con quei tempi giusti e giustamente arrabbiati, inferociti contro il black bloch dei malefici blocchi con cui deve combattere ogni giorno. Forse i blocchi sono costruzioni, piccoli lego o zanzare fastidiose che ogni tanto bisogna accoppare con un accelerazione nervosa.
Su e giù la giacca dalle spalle. Che poi penso a quante volte ripetiamo un gesto stupido come quello, un gesto che crediamo semplice, senza renderci conto di quanto possa essere invece complicato per un altro. Bellissimo il guardaroba umano allestito appositamente per la Festa. Ogni giacca su un carattere, ogni storia appesa ad una casa, che poi sia una casa famiglia fa lo stesso, tutti insieme, coperti e scoperti, la vita che si ripete e che trascina.
Ho sempre avuto difficoltà nel ballare. Ok, diciamo pure tutta la verità: non lo so fare e
non mi piace. Non l’ho fatto neanche stasera, farlo mi paralizzerebbe e mi farebbe sentire goffa. Simone era imponente quanto uno stambecco, leggero, delicato ed armonioso. Un fusto un po’ inclinato con le ali di fuscello. Elio non era da meno, avrebbe potuto guidare chiunque, in un tango o in un valzer. Lui e quella sua leggerezza da stelo in fiore, soffiato dal vento senza difficoltà eppure con garbo e con rispetto. Le sue gambe si intrecciavano e liberavano come i due capi riottosi di uno stesso nodo. Avrei voluto assaggiare la torta fantasia di Roberto, intendere il suo stesso sapore ma credo che si debba possedere un dono particolare e che certi gusti hanno dei destinatari prediletti. Come spesso succede quando si è insieme e ci si diverte, si dimentica che alla porta può bussare la vita all’improvviso. Patrizia con il suo incedere deciso ce l’ha ricordato: agitava, roteava e poi liberava bicchieri, sciarpe e cappelli, Giusy e Davide la seguivano come burattini. Ma dove stavano i fili, dove? Mi sono sporta per cercarli, ma nulla. In fondo siamo tutti così, guidati dagli accadimenti, trascinati, abbattuti, gabbati e rialzati. Emilia era un gigante: quando è comparsa, sorretta da Davide, credo abbia battuto tutti in altezza, nemmeno io dall’alto dei miei arti alla moda, si quelli neri e tacco a spillo, potevo superarla, era più alta e lucente di una stella. Ah, a proposito: c’era un invitato di tutto rispetto alla “Festa”. Uno di quelli che arrivano magari camuffati per non essere scoperti ed infastiditi. Un vip, e non era nelle prime file, non sul palco dove andavano festeggiati i festeggiati, appunto. Lui ha fatto si che questa festa fosse straordinaria: ha permesso a persone distanti geograficamente e per vicende di “scontrarsi” in senso positivo, ha garantito un piccolo incidente buono, un incrocio a cui nessuno ha rispettato la precedenza, data da capacità o difficoltà. Poi, ecco: fuori i coriandoli, le sedie per gli ospiti, le lacrime e le risa dei bambini, i flash, gli schiaffi veri veri, le rime e gli stornelli. Dio si è camuffato, che attore, e ha messo su uno spettacolo incredibile. Bellissima la danza abbraccia pavimento, elegante ed ipnotica quanto un
twist di serpenti in amore: tutti uguali, così, tutti stesi, come finiscono le filastrocche del girotondo, tutti giù per terra. I Bambini hanno sempre ragione. Ore 23, sono rientrata dalla festa, sono ancora truccata e un po’ stanca. La sera e’ piacevole forse solo un po’ umida e credo di aver visto il neo di Marte da qualche parte bucare il buio con la sua rossa, pulsante escrescenza. Tutto è stato perfetto. Una cosa sola ancora non l’ho capita: sono stata a la Festa e dovevo portare con me un regalo, di solito si fa così, è buona creanza, è educazione. Ma le mie mani erano vuote all’andata e non hanno consegnato nulla. Eppure in questo momento, alle 23 e qualche minuto del nove maggio, sono calde come pulcini appena sfuggiti alla cova. E tremano. Vado un po’ più su, dritto in mezzo al petto, c’è qualcosa che ancora impazza. Adesso ho capito, il regalo era per me, per noi che eravamo gli invitati: non era la nostra Festa ma la loro, eppure siamo tornati tutti con un microchip prezioso per
farci spiare dalla gioia, con questa applique sotto pelle fatta di commozione e stupore.
Lo scarteremo piano questo regalo, come il buon vino che, una volta versato, deve decantare e darsi con un lento rilascio. La sera è splendida, la vita miracolo centellinato a chi ne ha sete. Qualcuno cerca l’imperfezione? Vuole parlare con la strega diversità? Li chiami pure. Ci spiace: il numero è “Disabilitato”.

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Venerdì 17 Gennaio 2014 al Teatro Ygramul di Roma
Teatro Buffo in
La Festa

Foto di Sergio Vasselli

Foto di Sergio Vasselli

Venerdì 17 Gennaio alle ore 21, presso il Teatro Ygramul di Roma, in via N. M. Nicolai 14, Teatro Buffo andrà in scena con La Festa.
Lo spettacolo, che ha debuttato nel 2011 al festival Anticorpi di Roma, è il secondo capitolo di una trilogia iniziata con L’Attesa e conclusasi con L’Assenza, quest’ultimo ancora in via di definizione.
Il lavoro, lontano dall’essere una narrazione tradizionale fondata sulla predominanza del testo e sulla riconoscibilità di una storia, è nato da una esplorazione delle possibilità corporee, ispirate dalla parola stessa che dà il titolo allo spettacolo. Il lavoro di Teatro Buffo è orientato, infatti, verso uno studio del movimento e delle potenzialità del corpo scenico come luoghi di ricerca della verità in scena.
La compagnia nasce nel 2007 da un’esperienza di laboratorio teatrale rivolto agli abitanti di due case famiglia gestite dalla cooperativa sociale Spes contra Spem. Negli anni il gruppo lavora in modo sempre più intenso e costante fino a diventare una vera e propria compagnia, formata da attori con e senza disabilità, che lavora stabilmente a Roma.
Lo spettacolo è stato portato in scena in diversi teatri di Roma e in diverse città italiane ed è stato vincitore nel 2011 del Premio Speciale della Giuria al Festival di Arte e Disabilità di Rovigo, per il “coraggio, l’integrazione che promuove e la visione artistica contemporanea”.
Con: Patrizia Milanese, Giusi Nazzarro, Emilia Balbo, Davide Marzattinocci, Simone di Pascasio, Roberto Cortellesi, Giuseppe Vomero, Elio Meloni
Regia: Davide Marzattinocci
Coordinamento, audio e luci: Suzana Zlatkovic
Aiuto di scena: Diana Milos

http://www.teatrobuffo.wordpress.com

Teatro Ygramul
Via N.Maria Nicolai, 14, Roma (Zona San Cleto/San Basilio)
Info e prenotazioni: 327-1974360 / ufficio@ygramul.net
Tessera + Quota associativa: 10 euro

http://www.ygramul.net

 

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Venerdì 8 e venerdì 15 novembre 2013, ore 10-13
Teatro Buffo /Laboratorio aperto

Foto di Sergio Vasselli

Foto di Sergio Vasselli

Ospite della comunità di S.Egidio all’interno della manifestazione Mostre d’arte: La crisi/Le crisi, Teatro Buffo si presenta con un laboratorio aperto al pubblico per mostrare e condividere metodologia di lavoro e visioni tratte dagli spettacoli. Liceo Giordano Bruno,Via della Bufalotta 594, Roma. Ingresso libero e aperto a tutti.

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Mostre d’arte: La crisi/Le crisi

organizzate dai Laboratori d’arte della Comunità di Sant’Egidio
Locandina_mostra

“La crisi è la miglior cosa che possa accadere a persone e interi paesi perché è proprio la crisi a portare il progresso. È nella crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie”. (Albert Einstein)

A conclusione di un lavoro che ha impegnato i suoi artisti con disabilità insieme a quelli di numerose associazioni, cooperative, case alloggio, etc… i Laboratori d’arte della Comunità di Sant’Egidio organizzano una serie di mostre dal titolo “La crisi / Le crisi” che avranno luogo in alcuni quartieri della città di Roma.
Attraverso dipinti, installazioni, video-opere e testi, ciascuna esposizione vuole offrire un contributo di riflessione sulle situazioni di crisi sia del presente che del passato, cogliendo quei segni che lasciano intravedere una luce di speranza sul futuro.
5-14 novembre 2013
Liceo Giordano Bruno – Via della Bufalotta 594, Roma

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TEATRO BUFFO

al Festival Anticorpi 3.0-7 giugno 2013-Nuovo Cinema Palazzo, Roma.

Foto di Sergio Vasselli

Foto di Sergio Vasselli

Foto di Sergio Vasselli

Foto di Sergio Vasselli

Foto di Sergio Vasselli

Foto di Sergio Vasselli

Foto di Sergio Vasselli

Foto di Sergio Vasselli

Foto di MaDS/Patrizia Chiatti

Foto di MaDS/Patrizia Chiatti

Foto di Sergio Vasselli

Foto di Sergio Vasselli

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Anticorpi combattivi per costruire una scena integrata

di Carlo Lei [www.klpteatro.it]

Un anticorpo? È una proteina che agisce nel nostro sistema immunitario per neutralizzare corpi estranei come virus e batteri, spiegano con semplicità su internet. O, ipotizziamo noi, un corpo “contrario” all’usuale, alternativo rispetto a esso. O, ancora, qualcosa che entra in contatto con proprie “armi speciali” contro il corpo di qualcun altro.

Quel che è certo, intanto, è che è un festival di teatro d’integrazione sociale, la cui terza edizione si è svolta a Roma lo scorso fine settimana, il 7 e 8 giugno, al Cinema Palazzo.
A quale di queste reali o immaginarie definizioni esso voglia riferirsi non è detto, e forse conviene convincersi che è un po’ tutte e tre.
La prima, più banale: anticorpi contro la tendenza all’emarginazione; la seconda, un corpo diverso dal “normale”, quello del portatore di handicap; terzo, la sfida di quest’ultimo, l’impatto che suscita riflessione contro il corpo del non disabile.
Si tratta, infatti, di teatro d’integrazione, quell’indirizzo del teatro sociale che si occupa di disabilità in scena e attorno a essa. Ad Anticorpi se n’è parlato attraverso un programma concentrato, denso di spettacoli e soprattutto di laboratori.

Venerdì è andata in scena la compagnia Teatro Buffo con una prova aperta di “Tra festa e assenza” di Davide Marzattinocci, spettacolo che in realtà si presenta compiuto e raccoglie alcune parti degli spettacoli “La Festa” e “L’Assenza”, quest’ultimo, fa sapere la compagnia, ancora in lavorazione.

Quello del Teatro Buffo è un teatro a schegge, a frammenti, forse non tutti riusciti e magari un po’ troppo affollati e di diversa provenienza per una sola opera, ma a tratti fulminanti, spesso esplicitamente magici, o assurdi e surrealisti. Un tipo di scena che ospita volentieri la disabilità, perché i personaggi che lo popolano hanno nella diversità il loro carattere più affascinante.
È infatti impossibile restare indifferenti di fronte a corpi e allo stare in scena di attori il cui fisico sia segnato dalla disabilità: impossibile non fare un qualche paragone con l’attore non disabile, non cogliere la convenzionalità che i movimenti di quei corpi hanno e non rimanerne affascinato.

Per cercare di capirne le caratteristiche, facciamo tappa di passaggio per la figura del caratterista, quello buono per un solo ruolo. Si tratta di un attore le cui caratteristiche fisiche lo indirizzano verso una maschera, e che egli, più o meno cinicamente, accetta e il cui ruolo gioca, prendendo atto del suo corpo e usandolo.
L’attore non caratterista, invece, è alla ricerca, volta per volta, del personaggio; ha da fare elisioni, tagli (perché ogni riproduzione della vita è sempre scrittura di una parzialità), e conquistarsi una forza in sé che il caratterista si trova come uno strumento preimpostato, pronto all’uso, e che l’attore disabile dimostra invece di possedere immediatamente, anche, e talvolta soprattutto, laddove è debolezza. Solo apparentemente è un paradosso.
C’è il personaggio ciarliero, c’è quello tutto flemma, c’è l’amoroso sognatore âgé che non riesce ad agguantare l’amore, c’è la rudezza di una donna piccola ma dalla mano pesante, e la delicatezza di tocco di chi afferra un essere invisibile nell’aria con la punta di due dita. La vita è sul palco. Una dolce magia si scioglie da questi corpi, che ogni attore condivide col proprio personaggio grazie alla sicurezza di chi profondamente è, grazie alla sapiente riscrittura del drammaturgo.

A dividersi la scena nella serata dell’8 sono due compagnie. La prima è quella di danza integrata di Marisa Brugarolas, che presenta “Corpo in divenire”, progetto di residenza dell’Accademia di Spagna, su note di contrabbasso ed elettronica.
L’ambiente sonoro è affascinante e trainante, danzatori normodotati e altri in sedia a rotelle si uniscono e coprono lo spazio conquistandolo prima movimento dopo movimento, pezzo a pezzo, in una condivisione dello sforzo e del tempo, in risacche successive; poi occupandolo con momenti più personali, di una individualità che comunica con altre, simili.
Quando si perde la relazione lo spettacolo scema. La disparità di livello fra i partecipanti (disparità che si intende in senso orizzontale, tra artisti di pari abilità), rende discontinuo il risultato, e la ricerca di un movimento “altro” è ancora tutta da compiere.

Chiude la serata e il festival la chiassosa esibizione dell’orchestra dei Pezzi di Ricambio, che mostra la faccia più “sociale” di questo teatro sociale. Nel suo senso più ampio e sfaccettato, che richiama concetti come unione, condivisione e alleanza tra i partecipanti.

Dopo queste due giornate ci chiediamo quindi come costruire un sistema “accogliente” per la diversità a teatro.
Il Teatro Buffo ha avuto in questo senso ragione rispetto alle altre opere presentate non solo per aver creato uno spazio rappresentativo eminentemente proprio, tutto dedicato al corpo e alla presenza di attori diversamente abili (dei loro corpi), ma è riuscito a farlo in un contesto estetico che ignora la necessità di un giudizio condizionato. Al punto che – generosamente paradossale, stuzzicante e poeticamente parziale – è riuscito a far sembrare gli attori non disabili fuori luogo, impacciati tra tutte le dispersive difficoltà di cui la “normalità” infarcisce i nostri movimenti e le nostre parole.

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Intervista a Marisa Vallone su Teatro Buffo-Il Film

[di Chiara Gurgone- www.ilgruppo.net]

Prima di iniziare a parlare del motivo della nostra intervista, ovvero, la realizzazione di un film sulla compagnia Teatro Buffo, una domanda per capire meglio chi è Marisa Vallone. Classe 1986, giovanissima, hai un cv di tutto rispetto che verte, principalmente, verso la cinematografia. Quali sono state le tue principali esperienze e quando è nata la tua passione per il teatro?

indexAvendo in precedenza studiato danza classica e contemporanea e frequentato il corso “Arte Multimediale” all’accademia di belle arti, la mia formazione è stata da subito aperta a tutte le forme di arte: mi sono occupata di arte visiva, installazioni multimediali, video arte, fotografia… ma ho da sempre manifestato un’innata predilezione per l’audiovisivo. L’approdo alla regia è stato una naturale conseguenza della mia ricerca avendo riconosciuto nel mezzo cinematografico la stimolante potenzialità di inglobare a tutto tondo qualsiasi espressione artistica. In questi anni di studio alla Scuola Nazionale di Cinema ho avuto modo di girare vari cortometraggi/documentari e di avere altre esperienze anche in qualità di sceneggiatrice e aiuto regia; in un’occasione ho sperimentato la regia teatrale, cosa che mi ha ulteriormente avvicinato al mondo del teatro, anche se rimango fedele alla mia visione di cinema capace di inglobare le arti, teatro compreso, nonostante le effettive differenze che intercorrono tra i due mezzi, soprattutto nel rapporto di “scambio diretto” con il pubblico.

Esiste, quindi, secondo te, un possibile connubio tra cinema e teatro? Se sì, quale?

In particolar modo m’interessa il concetto di “performance” in tutte le FILM7sue sfaccettature: che sia su un palco, per strada, in un museo, in una discarica o su un set cinematografico. Il corpo è l’epicentro dell’emozione, anche quando esso non c’è: nelle nature morte mi emoziona l’assenza dell’uomo, nei paesaggi sterminati percepisco e valorizzo l’immensità dell’universo solo se la relaziono mentalmente alle insignificanti misure dell’essere umano. Il connubio più interessante tra cinema e teatro, secondo me, ha proprio a che fare con la centralità dell’uomo (prima che dell’attore): la potenza di un gesto, per veicolare un’emozione, un pensiero, un messaggio. A pensarci bene probabilmente alla base di questa ricerca vi è un pensiero umanistico che cerca di affermare la dignità dell’essere umano in quanto individuo unico e irripetibile: c’è chi dovrebbe farlo con la politica, e chi cerca di farlo attraverso l’arte.

Che cosa caratterizza la compagnia Teatro Buffo?

Quello che mi ha colpito della compagnia Teatro Buffo sin dal nostro primo incontro – che ormai risale a un paio di anni fa – è innanzitutto la bellissima atmosfera di simbiosi che si respira durante i loro incontri: FILM6l’uno conosce le abitudini dell’altro, anche quelle apparentemente più insignificanti, ma è proprio la conoscenza di questi piccoli dettagli a fare la differenza e a rendere il gruppo unito. Gli attori diversamente abili, tra l’altro, convivono in una casa famiglia, quindi mi chiedo sempre in che modo le dinamiche “teatrali” interferiscano con la loro vita privata condivisa, e viceversa. Ovviamente non sono la persona più titolata per parlare della ricerca poetica della compagnia essendo, io, solo una curiosa esterna che si è innamorata di loro e che man mano ha instaurato un contatto sia umano che professionale; è il regista della compagnia, Davide Marzattinocci, a trovare gli equilibri giusti, a elaborare le improvvisazioni teatrali e quotidiane in modo da eliminare le sovrastrutture ed estrapolare l’origine di un’emozione: a volte è solo un piccolo gesto che, nell’ossessiva ripetizione di se stesso, si riempie e si svuota continuamente di significati scuotendo nel profondo lo spettatore. A volte Teatro Buffo può sembrare contorto, il più delle volte ti spiazza per quanto riesce a essere immediato: le caratteristiche degli attori che nella società sono considerate in termini di “disabilità”, diventano con naturalezza il punto di forza sul palcoscenico, diventano la normalità. Questo modo di concepire l’attore diversamente abile è, a mio avviso, originale, forte, contemporaneo, estremamente dignitoso.

Da dove nasce la vostra idea di girare un film?

Dal punto di vista dei contenuti sono sempre stata molto attratta dai grandi temi della “diversità” come testimoniano i miei lavori precedenti, FILM5mentre sul lato più “estetico” mi piace ricercare immagini rarefatte, quasi oniriche e surreali. Sono stata a lungo alla ricerca imprecisa del progetto giusto che unisse queste due strade, e quando ho conosciuto Teatro Buffo la scintilla è scattata in automatico. All’inizio ero più orientata verso uno stile documentaristico, ma poi è nata l’esigenza di raccontare la compagnia in maniera diversa: il fuoco, per come la vedo io, non sarò “adesso vi raccontiamo la storia di un gruppo di persone diversamente abili che fanno anche teatro” ma “ecco, vi raccontiamo questi artisti, speriamo di farvi entrare nel loro mondo”. Per una coerenza interna credo che il film debba rispecchiare lo stesso metodo della compagnia di cui parlavo prima: partire dal presupposto che tutto quello che state vedendo, anche le cose più strane, rientrano nella normalità. Comunque la riflessione che è stata poi alla base dell’idea del film è: cosa accade se decontestualizziamo gli spettacoli di Teatro Buffo e li inseriamo in location reali, cercando di raccontarli attraverso il mezzo cinematografico?

Gli attori diversamente abili collaborano attivamente con la compagnia? Nella realizzazione del film, invece, che ruolo avranno? È previsto per loro un ruolo da attore o altro?

Credo che attraverso il film sperimenteremo delle imprecise e FILM4appassionanti forme di integrazione. Gli attori diversamente abili, come gli altri attori della compagnia, saranno i protagonisti assoluti di questo film, nel ruolo di attori, e di se stessi. La parte divertente sarà, insieme al regista della compagnia, capire quando saranno dentro il ruolo di attore, e quando invece saranno semplicemente se stessi. Forse la sorpresa sarà accorgersi del fatto che non c’è poi così tanta differenza, perché in questa compagnia vi è una forte autenticità dei personaggi messi in scena, cosa che vorrei tutelare. Va a questo punto chiarito che il film che vorremmo girare non è da considerare come un classico lungometraggio di fiction con delle battute scritte e una trama narrativa vera e propria: vorremmo FILM1sperimentare una forma di racconto che unisca i linguaggi della video-arte, video-danza, del documentario e, apparentemente, anche del cinema di finzione. Il tutto, ovviamente, supportato dallo studio di una struttura in grado di fornire le necessarie chiavi di lettura sulla compagnia e sui personaggi.

Sul blog metamorfositeatro.wordpress.com leggiamo: “La particolarità della compagnia TEATRO BUFFO non è quella di essere in parte composta da attori diversamente abili, bensì la capacità di rendere perfetto un gesto quotidiano imperfetto”. Qual è l’ideale di perfezione a cui ambite?

FIL8Un gesto imperfetto a causa di un’anomalia fisica può diventare perfetto in un contesto in cui si rovesciano i soliti valori della normalità. Credo che questo sia l’ideale di perfezione da perseguire durante la lavorazione. Esistono poi vari livelli di perfezione a cui ambire. Il primo è quello di vivere un’esperienza umana unica, di conoscenza, di scambio, di profondo rispetto nella condivisione delle nostre idee ed energie: una troupe cinematografica e una compagnia teatrale così particolare, insieme! In secondo luogo ci auguriamo di realizzare, con grande umiltà, un film capace di emozionare e di aprire tante piccole porticine negli animi degli spettatori.

Siete alla ricerca di finanziamenti per la produzione? A chi vi rivolgete, principalmente, e come pensate di utilizzare i soldi una volta ottenuti?

Per tutelare la qualità tecnica di questo film abbiamo bisogno del supporto FILM3di una vera troupe, di un materiale tecnico adatto e, di conseguenza di una produzione in grado di gestire il tutto; purtroppo se si vuole lavorare seriamente bisogna considerare quanto la macchina cinematografica sia costosa (anche se non basta certo il budget a garantire la buona riuscita di un progetto, come sappiamo bene). Se dovessimo trovare i soldi per girare il film li utilizzeremmo quindi per il noleggio del materiale, per stipendiare i collaboratori professionisti che vorranno unirsi alla troupe, per garantire che gli attori della compagnia teatrale, soprattutto quelli diversamente abili, possano godere dei comfort necessari per non essere soggetti a stress fisico ed emotivo. Perché ovviamente dobbiamo considerare che la compagnia ha delle esigenze particolari che vanno rispettate, anche per un semplice spostamento da una location all’altra. Di fatto attualmente non sappiamo bene come procedere, non conosciamo le occasioni produttive idonee a supportare il nostro progetto, quindi stiamo cercando di diffondere “la voce” il più possibile attraverso la rete, i festival e i nostri contatti privati nella speranza di incontrare le persone giuste, persone che credano davvero nelle potenzialità della compagnia e del film. In questa fase siamo quindi anche alla ricerca di un bravo organizzatore di produzione che sappia muoversi nel mare di proposte e di bandi di concorso volti al finanziamento di produzioni cinematografiche di questo tipo.

In che modo possono contattarvi gli interessati?

Abbiamo creato una pagina facebook di riferimento www.facebook.com/TEATROBUFFOilfilm dove è possibile contattarci e visionare il trailer dimostrativo – ed embrionale – dello stile di film che vorremmo girare. Il mio contatto mail diretto è marisa_vallone@hotmail.com mentre il sito della compagnia teatrale http://teatrobuffo.wordpress.com

Chi prenderà parte al film? Sappiamo che tu sei la regista, si sa già da chi sarà composta la sceneggiatura o, almeno, parte del cast?

Il cast artistico, come dicevo, è interamente composto dalla compagnia FILM2teatrale Teatro Buffo. Per quanto riguarda il cast tecnico finora ho collaborato soltanto con il fonico di presa diretta Vincenzo Santo che certamente mi accompagnerebbe nell’avventura del set. Per quanto riguarda gli altri ho una serie di collaboratori fidati specializzati nei diversi ruoli necessari a cui ho già parlato del progetto: non vedo l’ora di coninvolgerli concretamente nella lavorazione, cosa che però potrò fare solo quando avremo qualche certezza in più sulla realizzazione del film.

 Noi, ovviamente, ci speriamo davvero.

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Venerdì 7 giugno 2013 ore 21
Teatro Buffo presenta

Tra Festa e Assenza-prova aperta

Foto di MaDS/Patrizia Chiatti

Una prova aperta al pubblico, che raccoglie alcune parti degli spettacoli La Festa e L’Assenza (quest’ultimo ancora in lavorazione). A seguire Teatro Buffo incontrerà il pubblico in libera discussione.
Sottoscrizione consigliata euro 3.

http://www.teatrobuffo.wordpress.com

Sabato 8 Giugno 2013 ore 10:00 – 11:25-workshop

Sulla ripetizione creativa a teatro (ovvero cosa accade tra attesa e assenza)

Le scoperte sono dentro di noi, e bisogna fare un viaggio all’indietro per arrivare fino a esse.

(Jerzy Grotowski)

Senza ripetizione non c’è conoscenza.
La ripetizione genera ritmo, permette di governare e organizzare il tempo, consente di creare sorprendenti variabili nella certezza della sua apparente invariabilità, incarna la contraddizione tra rigore della struttura e flusso della vita.
La ripetizione è generatrice di organicità e ritmo, elementi necessari per la finzione in scena.
Questo breve laboratorio si pone l’obiettivo di provare ad indagare, nel e con il corpo in azione, la funzione e le dinamiche della ripetizione nel processo pedagogico dell’attore.
Il laboratorio è condotto da Davide Marzattinocci, regista e attore di Metamorfosi Teatro e Teatro Buffo.
Si consiglia abbigliamento comodo. A laboratorio iniziato non sarà più possibile accedere.
Il laboratorio è gratuito e aperto a tutti, fino ad un numero massimo di 20 persone.
Per partecipare è necessario prenotare inviando un messaggio all’indirizzo info@anticorpi-online.it

Festival Anticorpi 3.0-La rivelazione.
7 e 8 giugno 2013-Nuovo Cinema Palazzo, Piazza Sanniti 9/A (San Lorenzo), Roma.
Info e programma completo in allegato o su http://www.anticorpi-online.it/programma-2013-2/

ANTICORPI FESTIVAL 0.3 copia2

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Cerchiamo quel momento di grazia atteso, mai scontato, quell’autentico travaglio creativo costruito senza sovrastrutture, senza scenografie, senza copione, solo minimi impulsi teatrali. Questa ricerca nasce dal gesto: affaticato, contorto, distorto, a volte ossessivo, a volte bloccato, profondamente imperfetto. Un gesto che crei una sospensione della sequenzialità ritmica normale in una prospettiva estetica… ‘diversa’.
Teatro Buffo

La particolarità della compagnia TEATRO BUFFO non è quella di essere in parte composta da attori diversamente abili, bensì la capacità di rendere perfetto un gesto quotidiano imperfetto.

Vorreste vederli in un film? Cerchiamo i fondi per girarlo.

La compagnia teatrale TEATRO BUFFO unisce l’integrazione di persone diversamente abili alla creazione di un’esperienza artistica autentica. Questo film si pone lo stesso obiettivo, solo attraverso l’esplorazione di un altro mezzo: quello del cinema.
Per il momento abbiamo soltanto l’idea e il trailer dimostrativo, girato senza budget, del film che abbiamo in mente: siamo alla ricerca di finanaziamenti e produzioni… puo’ interessarvi ?

Il trailer è visibile su:

oppure su
Contattateci:

regista film: Marisa Vallone
marisa_vallone@hotmail.com

INFO su Teatro Buffo
http://teatrobuffo.wordpress.com/chisiamo/

Regia compagnia teatrale: Davide Marzattinocci
produzione: cooperativa sociale Spes contra Spem
responsabile progetto: Suzana Zlatkovic
case famiglia: casablu, casasalvatore

presentazione TEATRO BUFFO,il film

presentazione TEATRO BUFFO,il film2

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A Dicembre spettacolo di solidarietà per l’Approdo (ci sarà anche Teatro Buffo!).

Quest’anno, per Natale, sono tante le persone che vogliono farvi gli auguri!

Sono le persone che vivono a casablu, casasalvatore, approdo e semi di autonomia.

Gli auguri pero’ vogliono farveli di persona: vi invitano alla serata di beneficenza organizzata per raccogliere fondi in favore degli adolescenti che vivono nella casa famiglia approdo. Le donazioni che raccoglieremo durante la serata serviranno per iscrivere i ragazzi ai corsi di formazione per imparare un mestiere. Ogni corso ha un costo di € 2.000,00!

Sarà un modo gioioso per augurarci buon Natale ed essere vicini alle persone che da anni vivono nelle nostre case.

Durante la serata racconteremo di un viaggio. Quello intrapreso da molti ragazzi che vivono in casa famiglia, che arrivano da paesi lontani.

Percorsi che cominciano di solito così: “Da piccolo, durante la lezione di geografia, mi raccontavano di un grande deserto di nome Sahara. Un posto piuttosto pericoloso. Succede, poi, che nel paese in cui sei nato, per qualche motivo, è meglio non rimanerci un giorno in più. Giunge l’ora di andare verso quel deserto, di attraversarlo, di scoprire se è davvero così pericoloso…”.

Il resto del viaggio lo ascolteremo “dal vivo”, il “vivo” delle persone che lo hanno affrontato, ma non solo, perché sarà una serata leggera e simpatica, all’insegna della poesia, della musica e della magia.

L’appuntamento è per giovedì 20 dicembre 2012 al Teatro Viganò in piazza Fradeletto, 17, Roma, alle ore 21,00.

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Teatro Buffo in La Breve Assenza, domenica 4 novembre, ore 18, Teato Valle Occupato.

La Breve Assenza è un lavoro in divenire, uno spettacolo di transizione che porterà nel tempo alla creazione del nuovo spettacolo di Teatro Buffo: L’Assenza.
 
Cooperativa Sociale Spes Contra Spem
presenta:
 
Teatro Buffo-La Breve Assenza

Foto di MaDS/Patrizia Chiatti

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Con Emilia Balbo, Roberto Cortellesi, Simone Di Pascasio, Davide Marzattinocci, Elio Meloni, Elisa Menon, Patrizia Milanese, Giusi Nazzarro, Giuseppe Vomero.
Regia di Davide Marzattinocci.
Coordinamento, audio e luci di Suzana Zlatkovic.
Aiuto di scena ed interferenze filosofiche di Diana Milos.
Aiuto di scena di Rossella Repaci.
Foto di MaDS/Patrizia Chiatti.
Musiche dal vivo di Pane [www.progettopane.org]
Video di UIL WEB TV
Riprese e montaggio di Alessandro Mancini
Coordinatore editoriale: Antonio Messia
Riprese effettuate il 25 e 27 maggio 2012-Festival Anticorpi 2.0 -Teatro Furio Camillo, Roma.
 
http://www.spescontraspem.it
Per maggiori info: http://www.teatrovalleoccupato.it
 

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Teatro Buffo in La Festa.

14 luglio 2012, Gavoi (Nuoro). Le Fate Matte-Festival delle arti strambe.

foto di Patrizia Chiatti

Nei corpi, nei loro movimenti, nelle molteplici relazioni, si celebrano l’incontro, il contatto, la festa.  Si manifesta il rituale della conoscenza, la sacra rappresentazione della preparazione prima della condivisione di uno spazio comune. Forse non si celebra nulla, forse è una celebrazione continua. Forse non ricorre altro che non sia l’incessante vivere con e per qualcuno.

La Festa è uno spettacolo creato da Emilia Balbo, Roberto Cortellesi, Simone Di Pascasio, Davide Marzattinocci, Elio Meloni, Elisa Menon, Patrizia Milanese, Giusi Nazzarro, Giuseppe Vomero.

Regia di Davide Marzattinocci

Coordinamento, Audio e luci di Suzana Zlatkovic

Aiuto di scena ed interferenze filosofiche di Diana Milos.

Foto di Patrizia Chiatti.

Un ringraziamento ai Pane (www.progettopane.org) per aver concesso tre loro brani per lo spettacolo.

Spettacolo vincitore del Premio Speciale della Giuria al Festival di Teatro e Disabilità di Rovigo 2011

Video promo su: http://www.youtube. com/watch?v=UFBXf6jz7WE

http://www.lefatematte.it

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Venerdì 25 Maggio 2012, ore 20

Teatro Buffo

Prime Visioni per una Breve Assenza

Foto di Patrizia Chiatti

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Domenica 27 Maggio 2012, ore 18

Teatro Buffo

La Breve Assenza

Foto di Patrizia Chiatti

Foto di Patrizia Chiatti

La Breve Assenza è uno studio preliminare, un insieme di immagini, un incrocio di idee, una forma in divenire che sta conducendo Teatro Buffo verso la creazione de L’Assenza, il nuovo spettacolo. L’assenza, o la mancanza, o ciò che dopo la festa non c’è più, come punto di partenza.

Foto di Patrizia Chiatti

Un lavoro corporeo e con l’oggetto, dove corpi e oggetti esistono in funzione di quello che non c’è, di un vuoto materiale ed esistenziale. L’Assenza chiuderà una trilogia, iniziata con L’Attesa e proseguita con La Festa. Ogni spettacolo è nato dalle suggestioni, dalle idee, dalle esigenze, dalle mancanze evocate dal tema impresso nella parola/titolo.

Foto di Patrizia Chiatti

La trilogia è un tempo del desiderio che si soddisfa e torna a desiderare, un valzer infinito, una morte-nascita-morte, un tempo andato che tornerà per ripartire.
E’ ciclicità presente nelle nostre vite e nella natura, in ogni momento.
E’ ciclicità inevitabile che ci rende, nel bene e nel male, profondamente umani.

Con Emilia Balbo, Roberto Cortellesi, Simone Di Pascasio, Davide Marzattinocci, Elio Meloni, Elisa Menon,  Patrizia Milanese, Giusi Nazzarro, Giuseppe Vomero.

Regia di Davide Marzattinocci
Coordinamento, audio e luci di Suzana Zlatkovic
Aiuto di scena ed interferenze filosofiche di Diana Milos. Foto di Patrizia Chiatti.

Musiche dal vivo: Pane (http://www.progettopane.org)

Anticorpi 2.0-Festival del teatro d’integrazione sociale
Teatro Furio Camillo, via Camilla 40, Roma.
Info e programma completo: http://www.anticorpi-online.it/

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Eureka Primo onlus e fuori conTesto

Presentano

“Affari di famiglia”

 Convegno conclusivo del progetto – 3 febbraio 2012  ore 10

Camera dei deputati – Sala delle Colonne, Palazzo Marini, via Poli 19. Roma

Durante il convegno verrà presentata una pubblicazione dedicata al progetto: i testi di scena, le storie, il dvd, tutto raccolto in un unico cofanetto.

Si terrà venerdì 3 febbraio, alle ore 10, presso la sala delle Colonne della Camera dei Deputati il convegno conclusivo del progetto “Affari di Famiglia”, lo spettacolo teatrale andato in scena lo scorso 21 dicembre al Teatro Vascello di Roma.

Lo spettacolo, che ha registrato il tutto esaurito, ha visto il coinvolgimento di 8 compagnie di teatro integrato provenienti da diverse città italiane,  9 registi, 2 coreografi, 5 musicisti e 70 tra attori e danzatori, disabili e non. Tutti si sono alternati in scena, raccontando – ognuno con la propria cifra stilistica ma “cuciti insieme” da un’unica regia.  Le vicende quotidiane di famiglie in cui la disabilità è di casa con uno spettacolo collettivo che ha permesso al pubblico di entrare come un occasionale vicino di casa nella vita quotidiana di chi vive la disabilità come condizione, e scoprire un episodio, un rapporto, un amore o un “semplice” gesto, svelandolo nell’intimità, cruda o delicata, drammatica, ironica, paradossale e sconvolgente.

A corredo della discussione sullo svolgimento e la realizzazione dello spettacolo, durante il convegno verrà presentata una pubblicazione che custodisce storie e foto di questa esperienza. Un piccolo libro che offre al lettore l’occasione di conoscere il progetto ed il lavoro che le compagnie coinvolte svolgono, da anni, nelle città di provenienza.

“Questo progetto è un’esperienza di inclusione vera, non soltanto il termine utilizzato dalla politica o che si trova come vocabolo nelle leggi approvate” – ha commentato l’On. Argentin, che aprirà i lavori del 3 febbraio – “E’ attraverso l’arte che si riesce ad essere davvero quello che si è, senza filtri. E’ stato uno spettacolo straordinario, un vero momento in cui la diversità viene trattata come patrimonio e non come limite.”

Oltre all’On. Ileana Argentin, parteciperanno al convegno come relatori i registi ed i coreografi delle compagnie coinvolte e le Istituzioni, con lo scopo di condividere i punti di forza del progetto, immaginare nuovi scenari e tracciare spunti per il futuro.

L’intero progetto è stato realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità, l’organizzazione e la gestione del progetto è stata curata dalla Coop. Soc. Eureka I Onlus, direzione artistica e contenuti sono di fuori conTesto Associazione Culturale.

Programma  Ore 10-12

Saluti istituzionali e Prospettive

On. Ileana Argentin

Introduzione del Moderatore

Emilia Martinelli – Regista dell’opera collettiva Affari di Famiglia e del Gruppo Fuori ConTesto

Il sociale e la cultura

Carla Bartolucci – Presidente Cooperativa Sociale Eureka Primo Onlus

Il Progetto, la pubblicazione, le aspettative

Michela Valeri – Vice Presidente Ass. Cult. Fuori ConTesto

Contribuire alla realizzazione di un progetto tra Sociale e Cultura

Marino Ianni – Presidente Agci Lazio

Esperienze:

Amleto in viaggio – Felizitas Scheich  – Regista

Fuori Contesto – Maria Di Profio – Attrice

I Pezzi di Ricambio – Fabio Buccioli – Conduttore laboratorio musicale

Isole Comprese Teatro – Alessandro Fantechi Regista

Ottavo Giorno –Marina Giacometti – Regista

Teatro Buffo – Davide Marzattinocci – Regista

Teatro Prova – Andrea Rodegher – Regista

Conclusioni  del Moderatore

 

Per informazioni e prenotazioni:

info@affaridifamiglia.org

tel. 06/6290219 (dalle ore 10.00 alle 16.00)

La prenotazione al convegno è obbligatoria. Agli uomini è richiesto di indossare la giacca.

www.eurekaprimo.org

http://www.fuoricontesto.it

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Cooperativa Sociale Spes Contra Spem

Associazione Culturale Metamorfosi Teatro

presentano:

Teatro Buffo

in:

La Festa

Nei corpi, nei loro movimenti, nelle molteplici relazioni, si celebrano l’incontro, il contatto, la festa.  Si manifesta il rituale della conoscenza, la sacra rappresentazione della preparazione prima della condivisione di uno spazio comune. Forse non si celebra nulla, forse è una celebrazione continua. Forse non ricorre altro che non sia l’incessante vivere con e per qualcuno.

 

 

La Festa è uno spettacolo creato da Emilia Balbo, Roberto Cortellesi, Simone Di Pascasio, Davide Marzattinocci, Elio Meloni, Elisa Menon, Patrizia Milanese, Giusi Nazzarro, Giuseppe Vomero.

Spettacolo vincitore del Premio Speciale della Giuria al Festival di Teatro e Disabilità di Rovigo 2011

Video promo su: http://www.youtube. com/watch?v=UFBXf6jz7WE

Regia di Davide Marzattinocci

Coordinamento, Audio e luci di Suzana Zlatkovic

Aiuto di scena ed interferenze filosofiche di Diana Milos.

Foto di Patrizia Chiatti, Alessia Cerqua, Gianfranco Catullo e Renata Kosenko.

Un ringraziamento ai Pane (www.progettopane.org) per aver concesso tre loro brani per lo spettacolo.

 

www.spescontraspem.it

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La storia di Teatro Buffo.

Foto di Alessia Cerqua

Il laboratorio teatrale Teatro Buffo nasce nel mese di maggio 2007, come risposta efficace alle esigenze di integrazione, socializzazione e divertimento al di fuori dello spazio domestico, emerse dall’esperienza di servizio alle persone disabili nelle case famiglia gestite dalla cooperativa.

Nel progetto vengono coinvolte le case-famiglia Casablu e Casa Salvatore, gestite da Spes contra spem, Teatro Buffo attualmente è composto da 9 attori e una organizzatrice. Le persone con disabilità coinvolte sono residenti nelle case famiglia gestite dalla cooperativa. Gli altri attori sono professionisti. Regista e anche attore del gruppo è Davide Marzattinocci, anche drammateatroterapista. Nel corso degli anni il gruppo lavora a spettacoli che si orientano sempre di più verso un uso dominante del corpo e del movimento. Celebrità, Cafè des Pissenlits, L’attesa e La Festa, questi i titoli degli spettacoli realizzati, vengono rappresentati in diversi teatri e festivals in tutta Italia. Con La Festa, Teatro Buffo vince il Premio Speciale della Giuria al Festival Teatro e Disabilità Città di Rovigo 2011. Oltre agli spettacoli il gruppo coinvolge e si lascia coinvolgere nell’incontrare altri gruppi teatrali (legati al contesto della disabilità o meno) in contesti di laboratorio e di sperimentazione.

 

Curriculum

Maggio – Giugno 2007

La prima esperienza pilota del laboratorio (finanziata direttamente dalla cooperativa) dura solo dieci incontri, ed è un’esperienza bella e folgorante per molti, tanto che le energie sono rivolte alla ricerca di sostegno da parte delle istituzioni o di altre aziende.

L’esperienza di questi mesi è documentata in un cortometraggio “Interviste sul Teatro”, che riscuoterà un discreto successo nelle iniziative in cui viene proposto:

-12a edizione del festival invasione degli ultracorti nella serata in cui viene proiettato ottiene il quarto posto del premio del pubblico www.ultracorti.it/ser09-2008.htm;

-selezionato per il concorso del festival “Lo sguardo bifronte” nei 136 tra 430 pervenuti www.losguardobifronte.it

 

Settembre 2007

Arrivano i primi sponsor. Due cospicui contributi, del CAF Uil e dell’associazione ANMIC di Roma, coprono circa il sessanta percento del budget totale del progetto permettendo così al gruppo di impostare un anno di la

 

Novembre 2007

Il 30 novembre, nell’ambito della serata di beneficenza organizzata da Spes contra spem per raccogliere fondi per Casablu, Teatro Buffo si presenta al pubblico per la prima volta con lo spettacolo Celebrità.

 

Marzo 2008

Il gruppo inizia ad essere seguito dalle telecamere della Web-TV UIL tutti i venerdì sera per realizzare una serie di puntate sul teatro integrato intitolate “entrare fuori uscire dentro” La prima puntata è stata trasmessa il 23 maggio 2008. www.uil.it/webtv/entrare_fuori_uscire_dentro.htm

Giugno 2008
La cooperativa Spes contra Spem in collaborazione con l’associazione Anmic Roma, il CAF e la Web UIL TV organizza l’evento “Entrare fuori uscire dentro”, una manifestazione che mette insieme la pluralità di linguaggi artistici col desiderio di far conoscere la ricchezza della vita nella diversità attraverso il teatro, la fotografia il cinema e la poesia.
Teatro Buffo si esibisce con lo spettacolo Celebrità.

Dicembre 2008
Al Teatro Greco la compagnia teatrale si esibisce con una serie di sketch in occasione dei dieci anni della cooperativa Spes Conta Spem insieme ad artisti importanti del panorama nazionale come la band musicale Rosso Malpelo, il gruppo di artisti di strada Ponentino Trio e gli attori Massimiliano Bruno e Lucia Ocone.

Dicembre 2008
Partecipa alla tredicesima edizione del premio nazionale per il cortometraggio sociale NICKELODEON di Spoleto con il corto “Interviste sul teatro”

Maggio 2009
La compagnia si esibisce per la prima volta da sola presso il CINETEATRO 33 con lo spettacolo Café des pissenlits e a seguire il gruppo incontra il pubblico con un informale dibattito sul teatro.
Cafè des pissenlits viene presentato al festival Teatro e disabilita di Rovigo insieme a compagnie teatrali provenienti da Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lombardia, Trentino, Sicilia, Veneto, Liguria e Abruzzo. Lo spettacolo viene accolto con grande calore dal pubblico ricevendo una mansione pubblica da parte del presidente della giuria.

Giugno 2009
Manifestazione ROMAN’S (Cultura . Shopping . Gusto – Sottoponte Sant’Angelo) organizzata dal Comune di Roma, Regione e Provincia, e gestita dalla VEL BT e EVETIBER sulla concessione della Grazioli.spa ci invitano a presentare nostro ultimo spettacolo Cafè des pisenlits.

Ottobre 2009
In occasione della manifestazione Zerotitoli organizzata per festeggiare i dieci anni della associazione “La farfalla” Teatro Buffo si esibisce con alcuni sketch dello spettacolo Cafè des pissenlits.

Novembre 2009
Lo spettacolo Cafè des pissenlits, viene selezionato per partecipare al festival “Altre Espressività” di Gorizia, la compagnia si esibisce nel teatro comunale di Cormòns insieme alle compagnie invitate dalle diverse parti d’Italia.

Dicembre 2009

I occasione della serata “Chi aiuta chi”,organizzata da Spes contra spem e condotta da Lucia Ocone, Teatro Buffo si esibisce con alcune scene inedite del nuovo spettacolo L’Attesa

 

Maggio 2010

-In occasione della serata Assaggio di Maggio, Teatro Buffo presenta lo spettacolo L’Attesa

 –La compagnia viene invitata per partecipare al primo convegno dalla Federazione Nazionale del Teatro Sociale insieme a tantissime altre per raccontare la propria esperienza nel campo

-Teatro Buffo partecipa alla quarta edizione del festival Teatro e Disabilità Città di Rovigo con lo spettacolo L’Attesa.

 

Giugno 2010

In occasione della manifestazione L’Incontro organizzata da Metamorfosi Teatro presso la Sala-Teatro polivalente del Museo del Fiume del comune di Nazzano, Teatro Buffo presenta il suo ultimo spettacolo L’Attesa , alla giornata partecipa anche il gruppo teatrale Teatro delle Condizioni Avverse.

Luglio 2010

Teatro Buffo partecipa il festival Teatri Paralleli di Torano Nuovo (Abruzzo)

 

Novembre 2010

Presso il Teatro Ygramul di Roma, Teatro Buffo si confronta con il pubblico in Attraversamenti, nella formula di un incontro-spettacolo-laboratorio che coinvolge attivamente il pubblico.

Aprile 2011

Esordisce La Festa, il nuovo spettacolo, rappresentato al Teatro Ygramul di Roma.

Maggio 2011

La Festa va in scena ad Anticorpi-Festival del Teatro Sociale, presso il Teatro Patologico di Roma. Teatro Buffo, sempre con La Festa, vince il premio speciale della giuria al Festiival Teatro e Disabilità Città di Rovigo.

www.spescontraspem.it

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