SPETTACOLI

 

Premiato Circo Pezza (insolito spettacolo con burattini indomabili)

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Premiato Circo Pezza è uno spettacolo di prodezze con animali. Un disperato direttore del circo vorrebbe fare dei numeri straordinari, ma il coccodrillo affamato, la pecora pigra, il topolino danzatore e molti altri animali ancora farnno fallire ogni suo intento, combinando guai e dimostrandosi più padroni del loro direttore.

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Premiato Circo Pezza, è un circo dove gli animali non vengono sfruttati, anzi dove sono loro a prendersi gioco, in modo ironico, del loro padrone.

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Burattinaio: Davide Marzattinocci. Teatrino di Fiammetta Mandich. Pupazzi di Giulia Scala.

Durata di 40 minuti circa

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PrincipeRsa (spettacolo per pupazzi e parole)

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Una principersa di sangue reale sta vagando nel bosco senza più ritrovare la strada di casa, quando viene rapita dallo sgradevole Gigante Maleodorante e diventa…una principresa.

Foto di Iolanda Frisina

Foto di Iolanda Frisina

Un racconto “pazzo”, una fiaba di continue trasformazioni in cui le parole giocano tra loro facendo scaturire situazioni surreali e umoristiche. Uno spettacolo per tutte le età liberamente ispirato a Principerse e filastrane di Silvia Roncaglia (Nuove Edizioni Romane).

Con Valentina Piazza e Davide Marzattinocci. Regia di Davide Marzattinocci.

Scenografie di Giulia Scala. Durata di 40 minuti circa

Foto di Iolanda Frisina

Foto di Iolanda Frisina

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Il mago dei colori

Foto MAdS/Patrizia Chiatti

Foto MAdS/Patrizia Chiatti

Il mago dei colori è uno spettacolo tratto dal libro omonimo scritto da Arnold Lobel ed edito da Babalibri Edizioni.
E’ la storia di un mago gentile che, vissuto in un tempo lontanissimo, il periodo grigio del mondo, si accorse ben presto che mancava qualcosa e si mise a sperimentare tra mille pozioni magiche, finchè non scoprì una strana sostanza che chiamò blu. Il blu meravigliò i suoi vicini, poi il paese intero, e poi… dopo piccole grandi avventure il mago alla fine scoprirà che ogni colore ha il suo giusto posto nel mondo.

Foto MAdS/Patrizia Chiatti

Foto MAdS/Patrizia Chiatti

La durata base dello spettacolo è di quaranta minuti circa, ma dipende molto dalle circostanze, in quanto il pubblico è coinvolto nel dipingere. In scena sono in azione due personaggi: un narratore con tamburo e maschera neutra e il suo aiutante, caratterizzato da un gran mascherone in cartapesta che lo rende buffo e allo stesso tempo misterioso.
Tra gli oggetti; colori e lunghissimi fogli di carta dove il pubblico viene invitato a colorare e nello stesso tempo a costrure insieme la storia al ritmo del tamburo e all’ascolto della narrazione.

Foto MAdS/Patrizia Chiatti

Foto MAdS/Patrizia Chiatti

Lo spettacolo nasce con l’obiettivo di far incontrare piccoli e grandi su di un foglio di carta e far circolare diverse idee; la necessità che tutti i colori debbano esserci, che tutti hanno eguale importanza, che ognuno è necessario all’altro, che insieme si crea la vita…
Si sperimentano i colori con pennelli semplici, pennelli strani, pennelli piccoli o grandi, con le mani.
Lo spettacolo è realizzabile in qualsiasi spazio, dal chiuso all’aperto purchè si disponga di una sufficiente metratura.

Foto MAdS/Patrizia Chiatti

Foto MAdS/Patrizia Chiatti

Ideazione di Giulia Scala.
Con Davide Marzattinocci e gli attori e le attrici di Metamorfosi Teatro. Regia di Davide Marzattinocci.
Elementi scenici di Giulia Scala. Foto di MAdS/Patrizia Chiatti.
Durata di 40 minuti circa.

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Studio su Favola di Wolfgang Goethe

Foto di Oliver Avellino 8

“La grazia piu’ perfetta non consiste in ornamenti esteriori, ma nel permettere al materiale originario di venir fuori, abbellito dall’aver ricevuto una forma”  I Ching o Il Libro dei Mutamenti.

 «L’amore non domina, ma forma, e questo è più».  Goethe.

Foto di Oliver Avellino 13

Favola, tra i lavori meno conosciuti di Goethe, anticipa in modo sorprendente gli studi e le ricerche, soprattutto in psicologia, che nasceranno nel ‘900 e mescola temi simbolici, alchemici, religiosi, antropologici. Un testo misterioso, che comprende il Tutto e che nei suoi personaggi/simboli/archetipi (il serpente, il gigante, i fuochi fatui, il fiume, l’oro, la luce) ci interroga su ogni aspetto della vita e della conoscenza umana; evidenzia il perenne ciclico succedersi dell’agire umano; palesa gli opposti (luce/buio, bene/male, verticalita’/orizzontalita’) e il loro continuo mutarsi l’uno dall’altro.

Foto di Oliver Avellino 12

Un’opera che, come il simbolo, attrae per la sua chiarezza inconscia e per il suo mistero palese.

Foto di Oliver Avellino 11

Il lavoro di Metamorfosi Teatro, ancora in fase processuale, non affronta Favola mettendo in scena i personaggi della storia come teatro di rappresentazione.

Foto di Oliver Avellino 14

Si cerca l’azione reale dell’attore e non il personaggio in stato di rappresentazione.

Lo spettacolo non “racconta” la storia, ma cerca nell’azione e per mezzo dell’azione dell’attore una struttura di relazioni tra gli attori stessi, che nelle intenzioni possa generare i medesimi rapporti di forza che si generano tra i personaggi di Favola.

Foto di Oliver Avellino 10

Quindi un work in progress aperto, suscettibile di generare significati che non sono conosciuti a priori; ma allo stesso tempo un lavoro estremamente preciso e strutturato.

Foto di Oliver Avellino 9

Nella fase attuale si sta lavorando alla costruzione di azioni reali (non rappresentative, non mimate) che nascono dalle proposte degli attori e che sono poi integrate, modificate, sviluppate dal regista.

Foto di Oliver Avellino 7

Tutto cio’ a creare una struttura di azioni, l’ossatura dello spettacolo, nella quale si innesteranno il testo, la parte vocale e, progressivamente, eventuali oggetti di scena.

Gli attori sono sempre in scena, il pubblico e’ tutto attorno agli attori.

Foto di Oliver Avellino 6

Dopo diversi anni di sperimentazione che hanno prodotto spettacoli di diverso genere, Metamorfosi Teatro si pone come attuale tappa del proprio percorso artistico la realizzazione di un lavoro fortemente sperimentale, soprattutto per quanto concerne il lavoro dell’attore. Il percorso che ogni attore sta affrontando presuppone una forte capacita’ nell’abbandonarsi a qualcosa di ignoto da una parte (la simbologia di Favola) e a qualcosa di noto e fortemente autodisciplinato dall’altra (la struttura di azioni fisiche dello spettacolo).

Foto di Oliver Avellino 5

Non meno complessa, ma altrettanto affascinante e’ la scelta di Favola, di Goethe, un opera poco nota a causa della sua enigmaticita’. Ma proprio per questo, per cio’ che non dice, la storia ha un forte potere evocativo, non solo verso l’attore, ma anche rispetto all’essere umano, quasi come volesse suggerire che dietro, in fondo a cio’ che non e’ noto ci sia un’origine, qualcosa che appartiene a tutti e che proprio per la sua forza non puo’ concedersi di apparire.

Foto di Oliver Avellino 4

L’invito di Favola e’ quindi quello di essere scandagliata alla ricerca di qualcosa di vivo, qualcosa che forse l’essere umano puo’ tentare di avvicinare solo attraverso l’arte.

Foto di Oliver Avellino 3

Non c’e’ quindi un motivo specifico, o almeno razionale nella scelta di quest’opera, ma una attrazione non detta, una promessa di qualcosa di immenso che solo al compimento di un processo di conoscenza, forse potra’ manifestarsi.

 Foto di Oliver Avellino 2

 

 

Racconto in forma di enigma – anzi di «segreto palese», come dice una celebre formula qui enunciata –, Favola ha un luogo appartato ed eminente nell’opera di Goethe: fin dalla sua pubblicazione, nel 1795, all’interno degli “Intrattenimenti di profughi tedeschi”, questo testo ha provocato un numero impressionante di interpretazioni, nessuna delle quali riesce, né deve, dominare le altre. (A questo proposito Goethe scriveva a un amico che non intendeva rendere pubblica la propria interpretazione «prima di aver visto davanti a me 99 predecessori»).

Qui non solo il racconto nel suo insieme, ma ciascuno dei personaggi è un enigma, un po’ come nelle figure dei grandi testi seicenteschi di alchimia.

E comunque, pur nello sconcerto invincibile, sentiamo che qualcosa di essenziale per noi sta avvenendo nello svolgersi di queste immagini.

(Dalla quarta di copertina di Favola, Adelphi).

Foto di Oliver Avellino 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Una Vita Meravigliosa (studio per corpi e plastica#3)
performance/spettacolo

Foto di Iolanda Frisina

Una Vita Meravigliosa (studio per corpi e plastica#3) è una performance che rappresenta concretamente la natura teatrale e l’estetica di Metamorfosi Teatro. Il progetto muove da una ricerca che ha origine dal movimento e si sviluppa nella fenomenologia del corpo contemporaneo, industriale, asettico ed indissolubilmente legato all’oggetto e alla materia plastica.

Foto di Silvia Tarchini-MaDS

L’oggetto come elemento quotidiano, con la sua presenza crea una nuova ristrutturazione del sistema corpo-mente; con la sua eventuale assenza creerebbe un disagio radicale nell’essere umano civilizzato. Lo studio di Metamorfosi Teatro sta indagando col mezzo teatrale in questa dipendenza nascosta, non ammissibile, nelle sue forme degenerative.

Foto di Silvia Tarchini-MaDS

Proviamo a dare forma alla relazione corpo/movimento/oggetto/plastica, consapevoli che dietro di essa si nasconde la solitudine del corpo contemporaneo, la sua continua oscillazione tra mancanza e iperpresenza.
Ci interroghiamo sul rapporto tra uomo e oggetto in plastica come una relazione dove il primo cerca sempre di più di asssomigliare al secondo. Constatiamo l’affanno dell’uomo all’accumulo di oggetti che (contrariamente a quanto accadeva in altre epoche non plastiche) gli sopravviveranno per migliaia di anni.

Foto di Patrizia Chiatti-MaDS

Il lavoro è in continuo mutamento e si nutre di riferimenti culturali, filosofici ed etici quali Baudrillard, Foucault, Tiqqun, Bauman, come dell’attrice in scena.
Come scritto nella natura e nel nome di Metamorfosi Teatro, questo lavoro è in continua trasformazione, si arricchisce e modifica costantemente, seguendo specularmente le trasformazioni che attraversano il processo creativo in sala e la relazione tra attrice e regista.
In scena solo alcuni oggetti in plastica, come compagni dalle azioni attoriali.

Foto di Silvia Tarchini-MaDS

Il resto nasce dalla relazione con il corpo. Il lavoro viene e verrà rappresentato costantemente al pubblico, nelle sue evoluzioni: cerchiamo un’apertura costante al pubblico che dialoghi con la nostra forma teatrale.
Il progetto, vuole essere in continua apertura alla società e al pubblico, vuole, per crescere, nutrirsi dell’apporto creativo di tutti.

Foto di Silvia Tarchini-MaDS

Con Marion Marcucci.
Ideazione e regia di Davide Marzattinocci.
Abito di Giulia Scala. Foto di MaDS/Patrizia Chiatti-Silvia Tarchini e Iolanda Frisina.

Foto di Silvia Tarchini-MaDS

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La fame di Arlecchino e altri lazzi

(studio sulla Commedia dell’Arte)

Foto di Alessia Cerqua


Il lavoro di Metamorfosi Teatro sulla Commedia dell’Arte si origina da una intensa ricerca sul lavoro dell’attore e la sua corporeità come strumento fondante dell’azione scenica.

Lo spettacolo nasce dal lavoro su alcuni temi cardine della Commedia dell’Arte, in particolare sulla fame e sui modi nei quali questa può essere tradotta in azioni sceniche attraverso i personaggi di Pantalone e soprattutto Arlecchino. L’uso della maschera inevitabilmente, richiama, nella sua morfologia e nel suo uso, ad archetipici bisogni, quali appunto la fame stessa.

Lo spettacolo si compone di diverse scene indipendenti l’una dall’altra, dove gli attori, soli o in coppie, utilizzando le maschere di Arlecchino e Pantalone affrontano il tema della fame in modi diversi. A tale tema sui aggiungono altri lazzi (momenti comici in senso testuale e corporeo ad uso di alcune maschere, soprattutto negli Zanni) con oggetto altri argomenti.

Caratteristica dello spettacolo è che si va modificando nel tempo, nella sua struttura, ed è adatto ad un pubblico di qualsiasi età. La durata è di 45 minuti circa. Non occorre alcuna tecnica ed è rappresentabile in qualsiasi spazio, aperto o chiuso. Oltre allo spettacolo è possibile proporre una dimostrazione di lavoro con la maschera secondo la metodologia di Metamorfosi Teatro.

Con  Valentina Piazza, Francesca Pica.

 Regia di Davide Marzattinocci.

Maschere di Alberto e Mirko Ferraro.

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Il Baratto

spettacolo (non solo) di strada

Foto di Cristiana Cauro

Un banditore con mezza maschera e asettici guanti in lattice porta, come una scia dietro di se, un gruppo di venditori-musicisti di oggetti in plastica desueti, già usati o da destinare alla discarica. Ma in verità ogni oggetto ha altre possibilità e verrà riproposto in usi non quotidiani, assurdi e non convenzionali: verrà riportato a nuova vita, quindi a nuovo uso. Un processo che ne ritarderà l’essere dimenticato da chi lo ha utilizzato.

Foto di Cristiana Cauro

Gli oggetti verranno barattati con qualsiasi altro oggetto (meglio se in plastica) che il pubblico lascerà agli attori. Uno scambio che modifica lo spettacolo ogni volta. Gli oggetti in plastica ricevuti verrano poi barattati nello spettacolo successivo, e così via. Uno spettacolo che vuole sottolineare che la plastica dura migliaia di anni, non muore come la carne. Lo spettacolo è adatto a tutte le età, è rappresentabile in esterno ed interno e non richiede alcuna tecnica.

Spettacolo accompagnato da musica dal vivo.

Con Valentina Piazza, Francesca Pica, Davide Marzattinocci.

Regia di Davide Marzattinocci.

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Pantalone Innamorato

(canovaccio inedito di Commedia dell’Arte)

 Il lavoro di Metamorfosi Teatro sulla Commedia dell’Arte si origina da una intensa ricerca sul lavoro dell’attore e la sua corporeità come strumento fondante dell’azione scenica.

La storia ha origine dall’amore che Pantalone prova per la sua serva Colombina. Contemporaneamente Arlecchino, provato come sempre dalla fame e dal sonno, chiede a Colombina di convincere il suo padrone a concedergli qualcosa da mangiare e un luogo dove dormire…

Da questo semplice inizio si originano i più disparati lazzi tra i tre personaggi.

Lo spettacolo nasce da un canovaccio di Commedia dell’Arte creato da Metamorfosi Teatro.

La durata è di 40 minuti circa. Non occorre alcuna tecnica ed è rappresentabile in qualsiasi spazio, aperto o chiuso. Oltre allo spettacolo è possibile proporre una dimostrazione di lavoro con la maschera secondo la metodologia di Metamorfosi Teatro.

Con Valentina Piazza, Francesca Pica.

Regia di Davide Marzattinocci.

Maschere di Alberto e Mirko Ferraro.

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IMBUTINO e L’ORSO BERNOCCOLO
uno spettacolo per bambini e sognatori di tutte le età

foto di rosy romano

Imbutino e L’Orso Bernoccolo è uno spettacolo per tutte le età, ma particolarmente adatto per i bambini. Pupazzi, oggetti e strani personaggi, animati a vista dagli attori, si muovono, danzano, appaiono e scompaiono, a creare storie semplici e fantastiche…

foto di rosy romano

Con Valentina Piazza, Francesca Pica, Davide Marzattinocci.
Regia di Davide Marzattinocci.

Metamorfosi Teatro,
Piazza Belvedere 8, 00060, Nazzano (Roma), Italia. Tel: 340-1486357
metamorfositeatro@yahoo.it

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Cooperativa Sociale Spes Contra Spem

Associazione Culturale Metamorfosi Teatro

presentano:

Teatro Buffo

in:

La Festa

Nei corpi, nei loro movimenti, nelle molteplici relazioni, si celebrano l’incontro, il contatto, la festa.  Si manifesta il rituale della conoscenza, la sacra rappresentazione della preparazione prima della condivisione di uno spazio comune. Forse non si celebra nulla, forse è una celebrazione continua. Forse non ricorre altro che non sia l’incessante vivere con e per qualcuno.

 

 La Festa è uno spettacolo creato da Emilia Balbo, Roberto Cortellesi, Simone Di Pascasio, Davide Marzattinocci, Elio Meloni, Elisa Menon, Patrizia Milanese, Giusi Nazzarro, Giuseppe Vomero.

Spettacolo vincitore del Premio Speciale della Giuria al Festival di Teatro e Disabilità di Rovigo 2011

Video promo su: http://www.youtube. com/watch?v=UFBXf6jz7WE

Regia di Davide Marzattinocci

Coordinamento, Audio e luci di Suzana Zlatkovic

Aiuto di scena ed interferenze filosofiche di Diana Milos.

Foto di Patrizia Chiatti, Alessia Cerqua, Gianfranco Catullo e Renata Kosenko.

Un ringraziamento ai Pane (www.progettopane.org) per aver concesso tre loro brani per lo spettacolo.

 

www.spescontraspem.it

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La storia di Teatro Buffo.

Il laboratorio teatrale Teatro Buffo nasce nel mese di maggio 2007, come risposta efficace alle esigenze di integrazione, socializzazione e divertimento al di fuori dello spazio domestico, emerse dall’esperienza di servizio alle persone disabili nelle case famiglia gestite dalla cooperativa.

Nel progetto vengono coinvolte le case-famiglia Casablu e Casa Salvatore, gestite da Spes contra spem, Teatro Buffo attualmente è composto da 9 attori e una organizzatrice. Le persone con disabilità coinvolte sono residenti nelle case famiglia gestite dalla cooperativa. Gli altri attori sono professionisti. Regista e anche attore del gruppo è Davide Marzattinocci, anche drammateatroterapista. Nel corso degli anni il gruppo lavora a spettacoli che si orientano sempre di più verso un uso dominante del corpo e del movimento. Celebrità, Cafè des Pissenlits, L’attesa e La Festa, questi i titoli degli spettacoli realizzati, vengono rappresentati in diversi teatri e festivals in tutta Italia. Con La Festa, Teatro Buffo vince il Premio Speciale della Giuria al Festival Teatro e Disabilità Città di Rovigo 2011. Oltre agli spettacoli il gruppo coinvolge e si lascia coinvolgere nell’incontrare altri gruppi teatrali (legati al contesto della disabilità o meno) in contesti di laboratorio e di sperimentazione.

 

Curriculum

Maggio – Giugno 2007

La prima esperienza pilota del laboratorio (finanziata direttamente dalla cooperativa) dura solo dieci incontri, ed è un’esperienza bella e folgorante per molti, tanto che le energie sono rivolte alla ricerca di sostegno da parte delle istituzioni o di altre aziende.

L’esperienza di questi mesi è documentata in un cortometraggio “Interviste sul Teatro”, che riscuoterà un discreto successo nelle iniziative in cui viene proposto:

-12a edizione del festival invasione degli ultracorti nella serata in cui viene proiettato ottiene il quarto posto del premio del pubblico www.ultracorti.it/ser09-2008.htm;

-selezionato per il concorso del festival “Lo sguardo bifronte” nei 136 tra 430 pervenuti www.losguardobifronte.it

 

Settembre 2007

Arrivano i primi sponsor. Due cospicui contributi, del CAF Uil e dell’associazione ANMIC di Roma, coprono circa il sessanta percento del budget totale del progetto permettendo così al gruppo di impostare un anno di lavoro.

 

foto di Patrizia Chiatti

Novembre 2007

Il 30 novembre, nell’ambito della serata di beneficenza organizzata da Spes contra spem per raccogliere fondi per Casablu, Teatro Buffo si presenta al pubblico per la prima volta con lo spettacolo Celebrità.

 

Marzo 2008

Il gruppo inizia ad essere seguito dalle telecamere della Web-TV UIL tutti i venerdì sera per realizzare una serie di puntate sul teatro integrato intitolate “entrare fuori uscire dentro” La prima puntata è stata trasmessa il 23 maggio 2008. www.uil.it/webtv/entrare_fuori_uscire_dentro.htm

foto di Patrizia Chiatti

Giugno 2008
La cooperativa Spes contra Spem in collaborazione con l’associazione Anmic Roma, il CAF e la Web UIL TV organizza l’evento “Entrare fuori uscire dentro”, una manifestazione che mette insieme la pluralità di linguaggi artistici col desiderio di far conoscere la ricchezza della vita nella diversità attraverso il teatro, la fotografia il cinema e la poesia.
Teatro Buffo si esibisce con lo spettacolo Celebrità.

Dicembre 2008
Al Teatro Greco la compagnia teatrale si esibisce con una serie di sketch in occasione dei dieci anni della cooperativa Spes Conta Spem insieme ad artisti importanti del panorama nazionale come la band musicale Rosso Malpelo, il gruppo di artisti di strada Ponentino Trio e gli attori Massimiliano Bruno e Lucia Ocone.

Dicembre 2008
Partecipa alla tredicesima edizione del premio nazionale per il cortometraggio sociale NICKELODEON di Spoleto con il corto “Interviste sul teatro”

Maggio 2009
La compagnia si esibisce per la prima volta da sola presso il CINETEATRO 33 con lo spettacolo Café des pissenlits e a seguire il gruppo incontra il pubblico con un informale dibattito sul teatro.
Cafè des pissenlits viene presentato al festival Teatro e disabilita di Rovigo insieme a compagnie teatrali provenienti da Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lombardia, Trentino, Sicilia, Veneto, Liguria e Abruzzo. Lo spettacolo viene accolto con grande calore dal pubblico ricevendo una mansione pubblica da parte del presidente della giuria.

Giugno 2009
Manifestazione ROMAN’S (Cultura . Shopping . Gusto – Sottoponte Sant’Angelo) organizzata dal Comune di Roma, Regione e Provincia, e gestita dalla VEL BT e EVETIBER sulla concessione della Grazioli.spa ci invitano a presentare nostro ultimo spettacolo Cafè des pisenlits.

Ottobre 2009
In occasione della manifestazione Zerotitoli organizzata per festeggiare i dieci anni della associazione “La farfalla” Teatro Buffo si esibisce con alcuni sketch dello spettacolo Cafè des pissenlits.

Novembre 2009
Lo spettacolo Cafè des pissenlits, viene selezionato per partecipare al festival “Altre Espressività” di Gorizia, la compagnia si esibisce nel teatro comunale di Cormòns insieme alle compagnie invitate dalle diverse parti d’Italia.

Dicembre 2009

I occasione della serata “Chi aiuta chi”,organizzata da Spes contra spem e condotta da Lucia Ocone, Teatro Buffo si esibisce con alcune scene inedite del nuovo spettacolo L’Attesa

 

Maggio 2010

-In occasione della serata Assaggio di Maggio, Teatro Buffo presenta lo spettacolo L’Attesa

 –La compagnia viene invitata per partecipare al primo convegno dalla Federazione Nazionale del Teatro Sociale insieme a tantissime altre per raccontare la propria esperienza nel campo

-Teatro Buffo partecipa alla quarta edizione del festival Teatro e Disabilità Città di Rovigo con lo spettacolo L’Attesa.

 

Giugno 2010

In occasione della manifestazione L’Incontro organizzata da Metamorfosi Teatro presso la Sala-Teatro polivalente del Museo del Fiume del comune di Nazzano, Teatro Buffo presenta il suo ultimo spettacolo L’Attesa , alla giornata partecipa anche il gruppo teatrale Teatro delle Condizioni Avverse.

Luglio 2010

Teatro Buffo partecipa il festival Teatri Paralleli di Torano Nuovo (Abruzzo)

 

Novembre 2010

Presso il Teatro Ygramul di Roma, Teatro Buffo si confronta con il pubblico in Attraversamenti, nella formula di un incontro-spettacolo-laboratorio che coinvolge attivamente il pubblico.

Aprile 2011

Esordisce La Festa, il nuovo spettacolo, rappresentato al Teatro Ygramul di Roma.

Maggio 2011

La Festa va in scena ad Anticorpi-Festival del Teatro Sociale, presso il Teatro Patologico di Roma. Teatro Buffo, sempre con La Festa, vince il premio speciale della giuria al Festiival Teatro e Disabilità Città di Rovigo.

www.spescontraspem.it

foto di Renata Kosenko

 

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